La neurodinamica è una tecnica manuale, di relativamente recente utilizzo in campo riabilitativo, che si avvale della approfondita conoscenza del sistema nervoso centrale e periferico (i nervi che vanno dal cervello al midollo e successivamente dal midollo ai muscoli o agli organi) e del suo funzionamento.

E’ un complemento fondamentale all’ interno dell’iter riabilitativo in quanto permette, oltre al trattamento delle classiche strutture corporee (muscoli, tendini, legamenti), di integrare agendo specificamente sul tessuto nervoso nella sua interezza.

Si avvale di tecniche e specifiche posture per allentare la tensione e rilassamento del nervo (utilissime nei casi di dolore cronico, di sciatica ecc.). Inoltre migliora le capacità elastiche del tessuto nervoso, prevenendo le recidive.

Indicazioni terapeutiche tecnica neurodinamica

Le principali indicazioni terapeutiche della terapia manuale, tecnica neurodinamica, riguardano:

  • Dolore cervicale complicato da cervicobrachialgia (dolore che scende fino al braccio)
  • -Sindrome del tunnel carpale
  • Mal di schiena complicato da Lombosciatalgia o sciatica
  • Ernia discale
  • Verticalizzazione del tratto cervicale e lombare

Il trattamento di terapia manuale integrato con la tecnica neurodinamica innanzitutto si avvale di tecniche dolci e di mobilizzazioni effettuate in assenza di dolore.

Nelle persone anziane, ad esempio, con limitazioni articolari (artrosi diffusa, etc.), la mobilizzazione neurodinamica permette un miglior recupero del movimento grazie alla diminuzione del dolore, cosa che avviene già durante la prima seduta.

In relazione alla gravità del dolore possiamo dare le seguenti indicazioni al trattamento:
nei casi più acuti proponiamo 2 sedute la prima settimana, seguite poi da una seduta settimanale.

Questo perché nella terapia neurodinamica si crea una stimolazione biologica attraverso il rilascio di endorfine (i cosiddetti ormoni del benessere), che combattono lo stress ossidativo e riducono naturalmente l’infiammazione.

Come si svolge una seduta di terapia manuale, tecnica neurodinamica

All’inizio di ogni seduta di terapia manuale, tecnica neurodinamica, viene effettuata una valutazione attenta del movimento compromesso dal dolore, misurando il ROM (raggio di movimento) ed il grado del dolore.

Dopo questa valutazione vengono effettuate manovre mirate ad attenuare il dolore e migliorare il movimento, rivalutate a fine seduta confrontandole con i valori iniziali.

La durata media di una terapia varia dai 30 ai 60 minuti.

Non esiste alcuna controindicazione al trattamento neurodinamico. Persone portatori di pace – maker o di protesi, con malattie sistemiche (diabete, ipertensione, etc.) possono tranquillamente eseguire sedute di terapia manuale neurodinamica.

Caso clinico di successo

Un paziente uomo di 80 anni circa, viene in visita con diagnosi medica di sciatica a destra.

Clinicamente presenta concomitanza di diabete e stenosi (restringimento del canale vertebrale) della colonna lombare: l’ortopedico non consiglia l’intervento chirurgico ma la fisioterapia.

Per valutare la limitazione funzionale effettuo un Test con la tecnica di neurodinamica detto “S.L.R. (Straight Leg Raise)”, quindi dispongo il paziente supino sul lettino e testo la gamba destra tesa ed in elevazione passiva: il dolore compare a 60 gradi di elevazione e la V.A.S. (scala di valutazione del dolore soggettivo) è di 7 su 10.

Inizio la seduta e faccio sedere il paziente sul bordo del lettino, con le ginocchia flesse (non appoggiate al terreno) e mani poste dietro la schiena; faccio svolgere un esercizio di neurodinamica che consiste nel compiere attivamente un movimento di flesso/estensione coordinata di testa e piede destro per 5 minuti continuativamente.

Risottopongo il paziente al test iniziale di controllo della mobilità che risulta aumentata in “S.L.R.” a 75 gradi con V.A.S. 4

Dopo 5 minuti di riposo posiziono il paziente sul lettino supino con le ginocchia flesse; faccio eseguire respirazione diaframmatica (10 respiri con pausa 10 secondi) per 5 volte.

Ripeto il test “S.L.R.” e riscontro un ulteriore incremento della mobilità in assenza di dolore a 80 gradi di elevazione della gamba, e la V.A.S. (dolore soggettivo) è scesa ad 1.

Per consolidare i risultati e valutare l’efficacia del trattamento solitamente ho fissato un nuovo appuntamento a distanza di una settimana: il paziente si ripresenta all’appuntamento con il 50% dei miglioramenti mantenuti, quindi ripeto la procedura per altre 2 sedute a distanza di una settimana.

Il dolore dello sciatico è totalmente sparito ed il paziente si muove normalmente. L’ultimo controllo lo fisso a distanza di un mese. Il paziente si ripresenta riferendo episodi di dolore saltuari e poco intensi. Concordiamo le dimissioni e di effettuare controlli solo in caso di una VAS superiore a 4.