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Solo negli ultimi anni si è iniziato a sentir parlare in Italia di riabilitazione vascolare. Con molta confusione sul confine tra trattamenti medico-clinici e trattamenti estetici, la stessa è stata spesso affidata ai Centri termali, in cui l’uso di percorsi caldo-freddo (Kneipp) o delle proprietà chimiche delle acque (talassoterapia e termalismo) era ben conosciuto da tempi antichi.

Pur essendo ancora pochissimi i centri in cui si esegue e nonostante la scarsa informazione sull’importanza del trattamento riabilitativo, l’aumento delle richieste da parte degli utenti sta spingendo molte strutture a organizzarsi per fornire dei servizi adeguati.

Le patologie vascolari di interesse riabilitativo abbracciano prevalentemente problematiche del circolo arterioso (arteriopatie, diabete…) e di quello venoso-linfatico. In particolar modo l’attenzione del mondo sanitario si è concentrata sul trattamento del LINFEDEMA, definito come “edema ad elevata concentrazione proteica interstiziale determinato da una ridotta capacità di trasporto linfatico, congenita o acquisita”.

Nella clinica si classificano edemi primari, cioè legati ad insufficienza o ipo/agenesia del sistema linfatico, ed edemi secondari, soprattutto esito di trattamenti chirurgici oncologici.
L’importanza dell’assistenza riabilitativa per queste patologie nasce dal fatto che oltre ad essere invalidanti, sono quasi sempre croniche, spesso ingravescenti quando non trattate e hanno un forte impatto sociale sulle persone a causa del danno estetico e soprattutto funzionale che causano.

Spesso gli esiti di danno/deficit vascolare portano complicanze che coinvolgono diverse aree, dalla motoria, alla percettiva, dall’estetica a quella psicologica relazionale, con un impatto sociale e sulla qualità della vita.

Vediamo perché :
In un paziente con linfedema, oltre all’edema che caratterizza il gonfiore dell’arto o degli arti, si possono trovare problematiche cliniche diverse: tra le più comuni troviamo deficit neurologici come iposensibilità post-chirurgica oppure post-attinica, ma anche lesione di alcuni nervi (negli interventi di mastectomia il n. toracico-lungo, n. intercostobrachiale…), deficit muscolari quali ipotonia o ipotrofia, spesso peggiorata dal non uso o da atteggiamenti antalgici, fino a deficit articolari con riduzione dell’articolarità e conseguente dolore.

Nella nostra esperienza riteniamo molto utile il percorso terapeutico mediante il trattamento riabilitativo combinato tra terapia manuale, effettuato attraverso massaggio vascolare profondo e/o linfodrenaggio ed esercizi terapeutici in acqua (o idrokinesiterapia).

Il trattamento fisico combinato assume un ruolo importante sia per la regressione dell’edema, che per il mantenimento dei risultati nel tempo e come supporto alla terapia chirurgica e farmacologica.
L’approccio riabilitativo combinato si avvale di più tecniche che insieme contribuiscono al recupero funzionale del paziente vascolare.
Tra queste la più conosciuta ed efficace è sicuramente il Drenaggio Linfatico Manuale, abbinato alla ginnastica isotonica in acqua (idrokinesiterapia) anche in piccoli gruppi e alla ginnastica respiratoria.

Dr. Fulvio Cavuoto
Fisioterapista